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Notizie storiche

 

La Facoltà di Medicina e Chirurgia fu istituita insieme all’Università con R.D. 30 settembre 1923, n. 2012 ed attivata a far data dal 1924. La sua storia è complessa, sia perché frutto dell’integrazione di diverse istituzioni scientifico-assistenziali in campo medico-chirurgico, sia perché la formazione medico-chirurgica era presente nella città di Milano da diversi secoli.

A questo proposito, possiamo ricordare il ruolo centrale dell’Ospedale Maggiore, esercitato fino dai tempi dell’istituzione delle scuole ospedaliere nel XVII secolo. Nel Settecento la fioritura, con alterne vicende, delle scuole di anatomia, chirurgia, ostetricia, e successivamente quelle di chimica, fisiologia, clinica medica rafforzò la dimensione formativa ospedaliera.

Nell’Ottocento si assistette, però, ad un declino delle scuole ospedaliere milanesi. La maggiore occasione per una loro ripresa fu rappresentata dal biennio 1849-1850, successivo alla Prima Guerra d’Indipendenza, allorché il governo militare austriaco autorizzò l’attivazione di un corso completo medico-chirurgico ospedaliero. La validazione ex-ante ed ex-post spettava all’Università di Pavia, ma Milano sperimentò la possibilità, fruttifera, di organizzare un completo corso medico-chirurgico.

L’attivazione, successivamente alla Seconda Guerra d’Indipendenza, di alcune cattedre ospedaliere non sortì i risultati sperati, ma la strada era indicata e la via aperta, con la possibilità di costituire Istituti Clinici di Perfezionamento prevista dalla cosiddetta Legge Casati del 1859. Si dovette però aspettare l’esordio del Novecento, per vedere attivarsi il lungo processo di realizzazione dell’Università milanese (e di conseguenza della Facoltà medica).

Oltre all’Ospedale Maggiore, conferirono strutture e mezzi alla neonata Facoltà di Medicina alcune istituzioni preesistenti: primi fra tutte gli Istituti Clinici di Perfezionamento, voluti da Luigi Mangiagalli (1850-1927) e preconizzati quale primo nucleo dell’erigenda Facoltà medica dell’Università degli Studi. Essi comprendevano l’Istituto Ostetrico Ginecologico (1906), la Clinica del Lavoro (1910), la Clinica Pediatrica (1915). Ad essi si affiancarono l’Istituto Sieroterapico Milanese (1894) e l’Ospedale dei Contagiosi di Dergano (1896), il Pio Istituto dei Rachitici (1874) e l’Istituto Fanny Finzi Ottolenghi, l’Ospedale Fatebenefratelli, l’Ospedale Ciceri, il Pio Istituto Oftalmico (1874), Istituto Neurobiologico “Pro Feriti Cerebrali” (1923), l’Istituto Stomatologico Italiano (1908), l’Opera Pia Poliambulanza delle Specialità Medico-Chirurgiche Giuseppe Ronzoni (1882).

Le discipline di base trovarono sedi nella cosiddetta Citta degli Studi, nella quale fu pure inaugurato nel 1928 l’istituto Nazionale Vittorio Emanuele III per lo Studio e la cura del Cancro. La Facoltà non gestì mai direttamente una struttura ospedaliera policlinica, ma integrò e valorizzò fin dalle sue origini le realtà scientifiche ed assistenziali milanesi pubbliche e private.

Nel corso del tempo lo sviluppo della Facoltà medica affiancò quello dell’Università milanese e si rese più complesso, non solo in ragione dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche, ma anche in ragione delle mutate necessità assistenziali. Così il decentramento ospedaliero cittadino (ed extra-cittadino) portò ad un decentramento dell’attività scientifica e didattica (presso l’Ospedale San Paolo, erede della Poliambulanza; l’Ospedale di Niguarda, anche dopo la sua autonomia amministrativa dall’Ospedale Maggiore; l’Ospedale Bassini; l’Ospedale San Giuseppe; l’Ospedale “Luigi Sacco”; l’Ospedale San Raffaele; l’Ospedale San Carlo Borromeo; l’Ospedale San Gerardo dei Tintori di Monza; l’ospedale “Humanitas” di Rozzano; L’Istituto Clinicizzato di San Donato Milanese).

Alcune di queste strutture decentrate assunsero e mantengono la qualità di Poli (integrali o parziali) dell’Università degli Studi: Ospedale “Luigi Sacco”; Ospedale San Paolo (al quale si è recentemente aggiunto l’Ospedale San Carlo Borromeo); Ospedale San Giuseppe; Istituto Clinico San Donato. Altre mantengono un ruolo nella rete formativa della facoltà (Ospedale di Niguarda; Ospedale Bassini); esse sono in continuo aumento (Centro Cardiologico Monzino; Istituto Auxologico Italiano; Istituto Ortopedico Galeazzi, Fondazione Pro Juventute Don Gnocchi, Istituto Europeo di Oncologia, Istituto Clinico Sant’Ambrogio). Altre strutture hanno invece mutato Università di riferimento. Non si devono inoltre dimenticare tutte le strutture territoriali facenti capo all’odierna ASST milanese. Come si può facilmente riscontrare, trattasi di un’autentica rete integrata scientifica, formativa ed assistenziale.

È coperta tutta la gamma delle necessità formative: sono attivati 23 corsi di laurea triennale; 7 corsi di laurea magistrale; 5 corsi di laurea magistrale a ciclo unico; 61 scuole di specializzazione; 2 master di primo livello; 5 master di secondo livello; 12 corsi di perfezionamento.

L’approccio didattico è centrato sullo studente, volto da un lato a costruire una solida base scientifica e metodologica, e dall’altro a sviluppare le capacità di comunicazione e più prettamente cliniche, in collaborazione anche con il Servizio Sanitario Regionale.